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Adulterio, infedeltà, avventure

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Quella volta in cui ho perdonato un tradimento

06/04/2014, 17:13

Sì, l’ho fatto, una sola volta e ho sbagliato. Cominciamo, però dall’inizio, indaghiamo il perché di questa insensata scelta: sono sposata da quattro anni. Amici in comune, matrimonio da favola, una casa arredata insieme, una gravidanza emozionante e una bambina adorabile; cos’altro? Niente, perché per me quello era davvero tutto. Poi un giorno, rientrata prima da lavoro, trovo la porta non inchiavata (lui non doveva essere a casa), entro pian piano – pensate! Avevo paura fosse un ladro – e trovo per terra i vestiti di mio marito, giacca pantaloni, cravatta, camicia… tante briciole di Pollicino che mi hanno condotto fino in camera da letto dove l’ho trovato fra le braccia di una ragazza bionda. Sono scappata a casa di mia madre. Poi ci sono state telefonate, lacrime, sms, lettere. E poi ho perdonato; si, l’ho fatto, una sola volta e ho sbagliato, ora ne sono sicura. Ufficialmente non ci siamo mai lasciati, tanto che, tornata a casa, ho fatto di nuovo l’amore con lui nel nostro letto profanato. Nei suoi confronti, però, ho continuato a provare delusione, un odio nero che rovina le giornate e le relazioni con gli altri. Ecco perché sono convinta che perdonarlo sia stata la cosa più sciocca che abbia mai fatto; ciò nonostante, credo di essere troppo debole perché decida di lasciarlo definitivamente. Così, l’unico modo che ho trovato per affrontare la situazione - fornendogli un alibi che mi facesse smettere di odiarlo - è stato quello di tradirlo a mia volta… e finalmente mi sono sentita libera e ripagata. Ora so che restare insieme con lui ha un senso: fargli pagare ogni attimo per lo sbaglio che ha fatto, ripagandolo con la stessa moneta. E non sapete che soddisfazione mi dà negarmi a lui dopo essermi concessa a un altro uomo…

Redazione

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