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Moglie che tradisce il marito, vittima di un doppio pregiudizio sociale di origine patriarcale

La moglie che tradisce è più colpevole? Sfatiamo il doppio pregiudizio

No, non è più grave. Quando la moglie tradisce il marito la reazione sociale è spesso più severa rispetto al caso inverso, ma si tratta di un pregiudizio culturale — non di una differenza morale reale. Analizziamo perché.

Il doppio pregiudizio verso la moglie infedele

Uno dei pregiudizi più evidenti in fatto di tradimenti è la differenza di considerazione tra l'infedeltà maschile e la presunta maggiore gravità quando la moglie tradisce il marito. Parliamoci chiaramente: un uomo che ha una relazione extraconiugale è considerato meno negativamente di una donna nella stessa condizione, la moglie ha, inspiegabilmente, una responsabilità maggiore verso il focolare domestico. Dimostrazione di questo fatto è che addirittura la legislazione italiana, fino a pochi decenni fa, prevedeva il delitto d'onore come attenuante per i reati passionali, valido quando perpetrato nei confronti di "coniuge, figlia e sorella", in un'evidente maggiore considerazione dell'onore dell'uomo di famiglia. Quest'ultimo infatti, poteva difendere la propria reputazione ricorrendo alla violenza giustificata dalla rabbia del momento e che poteva essere rivolta anche contro l'amante, oltre che verso la moglie. In altri paesi e culture questa violenza quando una moglie tradisce il marito è ancora giustificata. Si tratta dei residui, ancora significativi, di una società patriarcale il cui retaggio si mostra ancora in molti, troppi aspetti della vita quotidiana, e che nel tradimento mostra in maniera particolare lo squilibrio di considerazione che il senso sociale riserva a uomo e donna. D'altronde, anche qualora non si parli strettamente di tradimenti, a chi non è capitato di notare la differenza di considerazione di cui gode un uomo che porta avanti numerose conquiste, denominato latin lover o trombeur de femmes, rispetto a quella riservata a una donna nella stessa situazione, nel migliore dei casi una persona superficiale quando non esplicitamente una poco di buono. Il tradimento, lo abbiamo detto tante volte, ha una fama negativa ingiustificata, ma una moglie che tradisce il marito è vittima di un doppio pregiudizio. Superarlo ha in questo caso un duplice valore di onestà intellettuale, perché tradire non è sbagliato a prescindere, e a maggior ragione non lo è di più quando una moglie tradisce il marito rispetto a quando avviene il contrario.

Perché sempre più donne tradiscono

I dati raccontano una realtà ben diversa dallo stereotipo: l'infedeltà femminile è diffusa quanto quella maschile, e spesso nasce dalle stesse esigenze. È il caso delle tante mogli insoddisfatte che cercano fuori dal matrimonio ciò che non trovano più in casa, o di chi semplicemente desidera riscoprire il proprio desiderio. Capire queste dinamiche aiuta a superare il pregiudizio: per molte donne il tradimento non è una colpa più grave, ma la stessa, umanissima ricerca di emozioni che si riconosce da sempre agli uomini. Storie simili emergono anche dai racconti delle donne sposate che tradiscono il proprio marito.

Domande frequenti

È più grave il tradimento della moglie rispetto a quello del marito?

No, dal punto di vista morale il peso è identico. La percezione di maggiore gravità è un pregiudizio culturale ereditato dalla società patriarcale, non una reale differenza etica.

Da dove nasce il doppio standard verso l'infedeltà femminile?

Da un retaggio storico che attribuiva alla donna una responsabilità maggiore verso famiglia e onore: basti pensare che l'attenuante del delitto d'onore è rimasta nel codice italiano fino al 1981.

Uomini e donne tradiscono in misura diversa?

I dati mostrano percentuali ormai molto vicine tra i due sessi. Il divario storico si è ridotto soprattutto per il cambiamento dei costumi e per una maggiore indipendenza economica e sociale delle donne.

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