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L'arte del tradimento

18/09/2013, 12:42

Nel mondo dell’arte il concetto di tradimento ha sempre avuto dei confini assai labili. Torniamo indietro nel tempo, e sforziamoci di rivivere in quella città che dalla fine dell’800, fresca di rinnovamenti strutturali ed economici avvenuti grazie al noto urbanista Barone di Haussmann, è divenuta il centro della modernità, dello sviluppo economico e dell’arte, conosciuta con il nome di Parigi. Questo, per la Ville Lumière è forse il periodo di massimo splendore, un periodo che durerà per decenni, che ha portato artisti da tutto il mondo a trasferirsi a Parigi per poter beneficiare delle atmosfere magiche, sognanti e artistiche che hanno reso questa città capitale indiscussa di tutte le arti.

Le luci scintillanti di questa ville attraevano non solo artisti ma anche giovani donne in cerca di fortuna, che si trasferivano a Parigi per fare piccoli lavori di sartoria, covando il desiderio della ribalta o anche solo la propria rivincita sociale.

Per una giovane sartina era facile esser notata e diventare la musa di turno di Renoir, Degas, Picasso o Modigliani: un corpo da ritrarre che veniva ricompensato con soldi, carezze e molto altro. L’amore, pur vero, sentito nel profondo e ritratto su candide tele, era privilegio di artisti fedifraghi, i quali scambiavano il proprio amore e la propria arte con giovani modelle improvvisate, pur avendo mogli come nel caso di Picasso, sposato due volte e dedito a relazione extra-coniugali.

Ma tornando indietro di qualche anno, proprio nel cuore della ridente Montmartre, troviamo la storia di Suzanne Valadon, ballerina scoperta da Degas, che divenne celebre non solo per essere stata l’amante di Renoir ma successivamente anche di Toulouse-Lutrec, con il quale intraprese una tortuosa e turbolenta relazione. Fu madre di Maurice Utrillo, famoso artista che ritraeva gli scorci della butte, la cui paternità rimase sconosciuta, a causa della vivace vita amorosa della madre.

Ci spostiamo in un altro famoso quartiere a sud di Parigi, centro nevralgico della Belle Epoque, per scoprire un altro personaggio che fece del suo corpo lo strumento di conquista e fortuna e con il quale conquistò diversi amanti: dal “cigno di Livorno” Modigliani, al fotografo americano dadaista Man Ray, la famosa Kiki de Montparnesse (al secolo Alice Prin), le cui vicende amorose son narrate in una biografia che vede la prefazione di un ‘certo’ Hemingway.

Un ultimo esempio risalente a tempi relativamente recenti è quello di Amanda Lear, che negli anni sessanta intraprese un “non convenzionale” rapporto con l’enfant terrible Salvador Dalì, al quale ispirò diverse opere. A dimostrazione che l’arte da sempre è legata all’amore, e l’amore da sempre è legato al tradimento.

Redazione

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