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Adulterio, infedeltà, avventure

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Incontri discreti

17/03/2014, 16:36

Molte persone giudicano chi tradisce senza comprendere che si può trattare della valvola di sfogo di una “relazione malata” o di un problema contingente, la cui cura può essere trovata al di là della vita di coppia. Nel mio caso è stato proprio così, ho risolto i problemi della mia storia attraverso il tradimento: alcuni incontri discreti, ma ardenti, che si sono consumati nelle fredde notti di febbraio dello scorso inverno. Era un periodo di tensione fra me e la mia compagna, dopo 10 anni di convivenza, lei iniziava a sentire l’esigenza di formalizzare la nostra relazione davanti ad amici e parenti. E poi voleva un figlio. Diceva di non capire cosa stessimo aspettando, ormai avevamo una posizione economica solida, tale da permetterci di soddisfare tranquillamente le esigenze di una famiglia. Ma per me era diverso. Capivo ciò che desiderava, ma non ero pronto, anche se i vent’anni li avevo passati da un pezzo! Queste non sono questioni legate all’età…io marito e padre? Sarei stato capace di ricoprire questi nuovi ruoli? La situazione è andata peggiorando e la pressione che avvertivo si è ripercossa sulla sfera sessuale, non riuscivo più ad avere rapporti con la mia compagna.

La prima volta mi sono detto: “Capita a tutti, prima o poi doveva succedere anche a me!”. Ma poi è ricapitato di nuovo e di nuovo ancora. “Problemi di erezione? Io non ne avevo mai avuti! E se organizzassi degli incontri discreti con qualche altra donna?” ho pensato, ma ho aspettato nella vana speranza che qualcosa cambiasse. Anche professionalmente era un periodo di particolare agitazione. Lavoravo per uno studio associato di architetti particolarmente prestigioso: ottimo stipendio, orari duri ma tante soddisfazioni. In quei mesi stavamo preparando un progetto per una gara piuttosto importante, dalla quale sarebbe dipesa la possibilità di divenire socio dello studio. Proprio nei giorni a ridosso della scadenza del bando sono iniziati i miei primi “incontri discreti” con Carla. Nottate intere passate in studio a lavorare gomito a gomito con lei, stress, ma anche lunghe chiacchierate e risate. L’ho sentita vicina, come da tempo non sentivo più la mia compagna (con la quale ormai non riuscivo nemmeno ad avere rapporti). Così è successo, ho tradito, più volte. È stato magnifico, liberatorio, mi sono sentito vivo. La mia infedeltà, consumata però in incontri discreti lontano dagli sguardi curiosi della gente, hanno salvato il nostro rapporto, mi hanno aiutato a superare un periodo complicato, un blocco psicologico che ne aveva generato uno fisico: ora sono socio del mio studio e tra qualche mese diventerò padre di Greta.

Redazione

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